Influenza bambini: prevenzione, sintomi e cura

baby and snow

Nuovo anno, nuova influenza. Quando questa comincia la sua diffusione spesso i più piccoli sono i soggetti maggiormente a rischio. Cosa possono fare quindi i genitori?

Prevenzione

Prevenire e sempre meglio che curare. Il vaccino è, di solito, la via più efficace da percorrere per ridurre il rischio di ammalarsi. Tuttavia i neonati non possono usufruirne, essendo la vaccinazione contro l’influenza indicata a partire dai sei mesi.

La soluzione è comunque semplice. Basta infatti che il vaccino lo faccia la mamma durante la gravidanza. Questo, se fatto mentre si è al secondo o al terzo trimestre di gravidanza all’inizio della stagione influenzale, consentirà il passaggio di anticorpi materni al feto attraverso la placenta. Ovviamente, far vaccinare anche gli altri membri della famiglia che andrebbero a diretto contatto con il piccolo, faciliterebbe maggiormente la sua protezione dal virus.

Se invece si vuole evitare il ricorso ai vaccini, esistono diversi consigli da seguire per cercare di ridurre quanto più possibile il rischio di contagio:

  • Lavarsi bene le mani. Questo è molto importante, sopratutto prima di interagire con il piccolo. Occorrerà quindi un lavaggio accurato delle mani, almeno una volta ogni due ore.

  • No ad eccessivo contato fisico. Fatta eccezione per la mamma, sarebbe meglio evitare il più possibile carezze, bacetti e abbracci nei periodi di maggior diffusione.

  • Cambiare aria all’ambiente. Areare spesso gli ambienti in cui si trova il bambino ed evitare i riscaldamenti troppo alti.

  • L’allattamento. Anche questo può aggiungere un’ulteriore protezione. Il latte materno contiene infatti molte sostanze che stimolano il sistema immunitario del neonato.

I sintomi dell’influenza

Nonostante tutti gli accorgimenti possibili può comunque succedere che il bambino si ammali ugualmente. Come agire quindi? Prima di tutto bisogna riconoscere i sintomi che contraddistinguono l’influenza.

Questi compaiono all’improvviso, con il virus che rimane incubato nell’organismo già dal giorno prima della comparsa dei sintomi. Dunque se il bambino presenta lacrimazione, carnagione più pallida e nausea allora potrebbe aver contratto la malattia. Altri primi campanelli d’allarme possono essere rappresentati da naso chiuso, gola infiammata e un leggero aumento della temperatura corporea.

Riconoscere i sintomi è comunque solo il primo passo per prendere le giuste precauzioni e seguire il giusto trattamento per la guarigione. Si consiglia, inoltre, di consultare sempre il proprio pediatra, che potrà sicuramente suggerire le migliori cure per il bambino.

La cura del bambino

Una volta confermati i sintomi si dovrà passare immediatamente alla loro cura. Ovviamente, non esiste il rimedio miracoloso, ma ci sono diversi trattamenti e accorgimenti che possono aiutare il bambino a guarire il prima possibile.

Prima di ricorrere a qualsiasi tipo di medicina, i genitori possono aiutare a far stare meglio il proprio bambino in diversi modi:

  • Fargli bere molta acqua. Contrastare la disidratazione è uno dei rimedi più comuni e utili per aiutare la ripresa dalla malattia. Anche il brodo di pollo sembra avere ottime qualità nutritive e porti benefici a chi si è ammalato.

  • Umidificare l’ambiente in cui si trova il bambino. Respirare aria più umida riduce la congestione nasale, la tosse e il mal di gola. Inoltre, come detto prima, meglio evitare di riscaldare troppo la stanza, mantenendola intorno ai 20°C.

  • Farlo mangiare anche se non ha fame. Perciò preparare dei cibi leggeri, ricchi di carboidrati e vitamine, come brodi e minestre.

I medicinali

In caso si presenti anche la febbre alta, allora si dovrà ricorrere alle medicine. Non somministrare mai medicine da banco al bambino senza aver prima consultato il medico pediatra o il farmacista.

In caso la temperatura superi i 38.5°C l’ideale sarebbe utilizzare del paracetamolo o ibuprofene (che può essere somministrato a bambini con più di 6 mesi). Evitare invece prodotti come l’aspirina fino a quando il bambino non abbia compiuto 12 anni.

In caso di forte congestione nasale, aspettare i 12 anni anche per l’utilizzo degli spray nasali. In sostituzione l’ideale sarebbe usare le fialette di soluzione fisiologica sterile, isotoniche (indicate soprattutto per i neonati) o ipertoniche (adatte per i più grandicelli). Se il piccolo invece non sa ancora soffiarsi il naso, esistono delle apposite pompette per aspirare il muco in modo estremamente delicato.

Evitare quanto più possibile gli antibiotici: l’influenza è di natura virale e non batterica, quindi gli antibiotici risultato essere troppo aggressivi per questo tipo di malattie. Questi vanno presi solo su precisa indicazione del medico e solo se, appunto, alla febbre si è aggiunta una qualche complicazione batterica (ad esempio otite).

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